
BCC Pontassieve ospita l’artista Luca Campestri, presso la Sede della banca a Pontassieve in Via Garibaldi 22. Due le opere esposte:
- Trapped, 2026, stampa UV su tessuto catarifrangente, 20x30 cm
- The dreamer slept but did not dream, 2025, stampa UV su tessuto catarifrangente, 18x24 cm
L’iniziativa fa parte della mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35 e denominata “Futuri Emergenti Italiani” che si inserisce all’interno del progetto Bcc Arte&Cultura del Gruppo BCC Iccrea.
Luca Campestri (Firenze, 1999) vive e lavora a Bologna. Mostre recenti includono “Watering the plants” (2026) e “A Breadcrumb Trail” (2024) con Capsule Shanghai e “Day and Night” (2025) a Palazzo Monti. La sua ricerca si serve del medium della fotografia e dell’installazione. Nell’immaginario notturno delle sue opere i frammenti di un microcosmo animale e vegetale echeggiano e amplificano un senso di smarrimento e dislocazione.
La ricerca di Luca Campestri si sviluppa in uno spazio liminale, in cui le immagini si manifestano come tracce instabili, segnate da una temporalita` irrisolta tra passato e possibilita` future. Il suo lavoro si concentra su cio` che permane ai margini dell’esperienza, su fenomeni che non si offrono mai come eventi conclusivi ma come effetti che precedono o seguono un’azione. Le opere abitano prevalentemente una dimensione notturna e rarefatta, in cui elementi animali e vegetali emergono come frammenti di un ecosistema intimo, attivando una sensazione di instabilita` percettiva. In questo contesto, l’immagine non si presenta come una forma compiuta, piuttosto in quanto residuo di una memoria in progressiva dissoluzione. L’artista lavora sulla fragilita` del vedere, mettendo in crisi l’idea di fotografia come documento, per trasformarla in un dispositivo sensibile, capace di reagire al tempo, alla luce e allo spazio. Le superfici su cui interviene non sono mai neutre, bensi` supporti attivi che amplificano l’instabilita` delle immagini, rivelandole solo in determinate condizioni, e in relazione all’ambiente che le accoglie. La sua pratica si nutre di un archivio personale costruito nel tempo, composto da fotografie raccolte in luoghi carichi di risonanze affettive, spesso legate a presenze animali colte in momenti estremamente fugaci, in una relazione ambigua tra osservatore e osservato. Grande attenzione e` infine riservata alla dimensione installativa e al dialogo con lo spazio, inteso come parte integrante dell’opera e campo in cui l’immagine continua a trasformarsi.
Simone Ceschin
Le opere saranno esposte al pubblico e visitabili durante gli orari di apertura dell'Agenzia Sede.